Il trio perfetto
Non dovevamo neanche uscire stasera, eppure è venuta fuori una delle serate più assurde e divertenti che abbiamo mai passato insieme.
Inizialmente la meta era la Galleria d'Arte Moderna, ma era chiusa, quindi volevamo organizzare qualcosa di diverso, ma alla fine complice il freddo e l'ora, abbiamo preferito rimanere in città, tra i vicoli del centro, le birrerie economiche e le paninerie pseudoarabe. Non dovevamo neanche cenare, ma dopo le prime birre è arrivata la prima rosticceria divisa in tre, poi altre birre, altre sigarette e la fame vera e propria. Scegliamo il Kebap, servito da una cameriera che sparava battute idiote a raffica e che, per tutta risposta, s'è beccata un mio "Tesoro lavori in una panineria, non a Zelig!". Abbiamo riso come pazzi per delle minchiate, abbiamo contato i venditori che si avvicinavano a noi arrivando a 11, tra loro un bambino extracomunitario dolcissimo che mi si è avvicinato dicendo, tra il siciliano e la sua lingua, "Ciao compà, compra qualcosa", quando gli ho detto che non volevo nulla mi ha detto "Allora mi allacci la scarpa?", e così mentre gli allacciavo la scarpa ho cercato di convincerlo che adesso era lui che doveva pagare me per il favore che gli stavo facendo, ma lui non è andato oltre la frase "Ti do un euro e tu me ne dai due". La legge della strada!
Alla fine ci siamo scolati non so quante birre e dopo il quarto pisciatone per strada, abbiamo preso pure le sfoglie con la Nutella. Adesso ho lo stomaco e il fegato che implorano pietà, ma sono stracontento di avere due amici come loro.

Alla fine ci siamo scolati non so quante birre e dopo il quarto pisciatone per strada, abbiamo preso pure le sfoglie con la Nutella. Adesso ho lo stomaco e il fegato che implorano pietà, ma sono stracontento di avere due amici come loro.

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