That's what I want for me
Questa constatazione nasce dal rientro nella mia vita di un mio vecchio amico. Una persona che non ho frequentato volutamente per più di un anno, una persona che, insieme al suo giro di amicizie, mi ha sempre frequentato quando conveniva a lui e che io avevo allontanato con molto piacere.
Mi sono sottratto a lui per la bellezza di 16 mesi, non mi è mancato per niente e nonostante lui mi chiamasse per organizzare un'uscita io ho sempre risposto con un "Ti richiamo appena posso" che puzzava di bugia già a metà frase. Se poi calcolate tutto quello che mi è successo in questi 16 mesi (praticamente da quando ho aperto il blog) capirete che il tipo inquestione non era neanche l'ultimo dei miei pensieri, ne era completamente fuori.
Tornato lui sono tornati anche i suoi amici, ex miei, di cui lui mi ha accennato le vicissitudini dell'ultimo anno e mezzo. E' incredibile quanto loro non siano cambiati, e proprio grazie a loro ho capito quanto sono cambiato io. E la cosa mi è stata anche confermata da lui. Ma ecco le loro storie, partendo proprio dall'amico in questione.
I miei progetti per il futuro sono un lavoro e una casa. Si perchè io non voglio più vivere con i miei, non perchè mi trovi male, ma perchè io voglio stare per conto mio. Io voglio crescere, io voglio prendermi cura di me e della mia vita. Io voglio lavorare e guadagnare per me, tornare a casa e cucinare per me, pulire casa mia, pagarmi le bollette, invitare i miei amici a casa e stare da solo. E per fare tutto questo mi trovo costretto a cambiare città, perchè farlo qui, a due passi dai miei genitori, non avrebbe senso.
Ci provo da tanto, e ultimamente ho rifiutato due lavori nella mi città per inseguire questo sogno. Perchè se mi rimetto a lavorare qui so già che non avrò più tempo per andare lì. E lì è dove voglio andare io.
Io voglio responsabilizzarmi, io voglio crescere, io voglio essere diverso dal resto delle persone che mi girano intorno, perchè non mi piace il loro modo di pensare alla vita, non mi piace il loro essere figli di famiglia, ancora ostinati a farsi proteggere dai genitori per qualsiasi cosa.
Tutto quello che ho appena scritto l'ho detto a mia madre la notte in cui D mi ha raccontato le loro ultime novità. Le ho evidenziato queste differenze specificando la mia determinazione ad andarmene di casa, dicendole apertamente che non accetterò nessun lavoro perchè andare lì è il mio solo scopo al momento.
Certe volte mi sento un bambino che ha messo il broncio e non lo toglierà fino a quando non otterrà quello che vuole, altre volte invece sono fiero della mia determinazione e della mia voglia di farcela da solo.
Credo di aver letto un pizzico di orgoglio nei suoi occhi quella notte, ma è più probabile che l'abbia voluto vedere, ma soprattutto ho visto e appezzato la sua totale accettazione della mia scelta.
Mi sono sottratto a lui per la bellezza di 16 mesi, non mi è mancato per niente e nonostante lui mi chiamasse per organizzare un'uscita io ho sempre risposto con un "Ti richiamo appena posso" che puzzava di bugia già a metà frase. Se poi calcolate tutto quello che mi è successo in questi 16 mesi (praticamente da quando ho aperto il blog) capirete che il tipo inquestione non era neanche l'ultimo dei miei pensieri, ne era completamente fuori.
Tornato lui sono tornati anche i suoi amici, ex miei, di cui lui mi ha accennato le vicissitudini dell'ultimo anno e mezzo. E' incredibile quanto loro non siano cambiati, e proprio grazie a loro ho capito quanto sono cambiato io. E la cosa mi è stata anche confermata da lui. Ma ecco le loro storie, partendo proprio dall'amico in questione.
D: 30 anni ad agosto. Vive con i suoi. Lavora in uno studio da qualche anno, fidanzato con G. Qualche mese fa ha chiesto un prestito e ha comprato una villetta fuori città (molto fuori città) dove andranno ad abitare dopo il matrimonio.Poi ci sono i miei amici, quelli veri.
G: 25 anni a dicembre. Vive con i suoi. Fidanzata con D. Frequenta l'università, ancora poche materie e si laureerà in Architettura. Prossimo obiettivo, il matrimonio.
M: 30 anni a giugno. Ragazza sigle. Vive con i suoi. Lavora precariamente in un'unità sanitaria. Nell'ultimo anno ha avuto una storia, ma quando ci frequentavamo era la ex di D e gli andava ancora dietro nonostante fosse il ragazzo della sua migiore amica. Sono sicuro abbiano scopato anche dopo il nuovo fidanzamento di lui. Ammetto che le sono andato dietro per qualche mese senza successo. E' praticamente una ragazzina, nell'aspetto e nel comportamento. Di crescere non se ne parla.
L: 30 anni. Fratello di G. Vive con i suoi. Lavora da anni in un call center, ha avuto qualche breve storia, adesso non so e non m'interessa. Spende anche € 1.000 per un giubotto e ha la passione per i motori, il suo lo cura maniacalmente e onerosamente. Prospettive future: passerà effettivo nell'ufficio in cui lavora ma lo stimendio gli verrà dimezzato perchè non potrà più fare gli straordinari.
S: 19 anni. Sorella di G e L. Vive con i suoi. Si è diplomata e adesso frequenta l'università. Da punkabbestia convinta adesso che ha il ragazzo ha pure smesso di uscire. Per la cronaca è la più piccola dei fratelli ma è la più scaltra e quella che ha reso più scaltri il fratello e la sorella.
T: 24 anni da pochi giorni. Sorella di D. Vive con i suoi. Si è laureata con il massimo dei voti a dicembre. Conosce benissimo 4 o 5 lingue. E' e rimarrà segregata in casa con giardino insieme alla madre perchè il padre è troppo geloso per lasciarle fare quello che vuole. "Poveraccia" direte voi, e invece no, perchè lei non è consapevole della sua condizione di reclusa e sta bene come e dove sta. Se andasse a Londra, Roma, Milano o altro potrebbe diventare un'interprete di successo, cervello e gradevole presenza non le mancano (a differenza delle ambizioni).
A. 28 anni tra due settimane (è più grande di me di due giorni). Vive con i suoi. Lavora in un ufficio e sta bene dove sta al momento. A è la sua pseudofidanzata.E infine il sottoscritto.
A. 25 anni. Vive con i suoi. Appena laureata con il massimo dei voti all'Accademia. Al momento fa doposcuola ad una bambina delle elementari. Ha spedito il DVD del suo corto ad almeno 3 festival del settore. Progetti per il futuro. Sembra incredibile ma non ne abbiamo mai parlato. A è il suo pseudofidanzato.
Tra pochi giorni avrò 28 anni. Vivo con i miei. Mi sono licenziato da 3 mesi dopo aver sgobbato per 4 anni in un ufficio dove non venivano riconosciuti i miei meriti, i miei diritti e le mie capacità. Nello stesso giorno in cui mi sono licenziato è finita anche la mia pseudostoria con chi ha preferito scomparire nel nulla senza nessuna spiegazione. Al momento sono fermo, stabile, immobile, fisso, inerte, inoperoso, statico. Progetti per il futuro: ...Ed eccoci al punto dolente, alla nota stonata, alla differenza sostanziale tra me e i soggetti sopraelencati.
I miei progetti per il futuro sono un lavoro e una casa. Si perchè io non voglio più vivere con i miei, non perchè mi trovi male, ma perchè io voglio stare per conto mio. Io voglio crescere, io voglio prendermi cura di me e della mia vita. Io voglio lavorare e guadagnare per me, tornare a casa e cucinare per me, pulire casa mia, pagarmi le bollette, invitare i miei amici a casa e stare da solo. E per fare tutto questo mi trovo costretto a cambiare città, perchè farlo qui, a due passi dai miei genitori, non avrebbe senso.
Ci provo da tanto, e ultimamente ho rifiutato due lavori nella mi città per inseguire questo sogno. Perchè se mi rimetto a lavorare qui so già che non avrò più tempo per andare lì. E lì è dove voglio andare io.
Io voglio responsabilizzarmi, io voglio crescere, io voglio essere diverso dal resto delle persone che mi girano intorno, perchè non mi piace il loro modo di pensare alla vita, non mi piace il loro essere figli di famiglia, ancora ostinati a farsi proteggere dai genitori per qualsiasi cosa.
Tutto quello che ho appena scritto l'ho detto a mia madre la notte in cui D mi ha raccontato le loro ultime novità. Le ho evidenziato queste differenze specificando la mia determinazione ad andarmene di casa, dicendole apertamente che non accetterò nessun lavoro perchè andare lì è il mio solo scopo al momento.
Certe volte mi sento un bambino che ha messo il broncio e non lo toglierà fino a quando non otterrà quello che vuole, altre volte invece sono fiero della mia determinazione e della mia voglia di farcela da solo.
Credo di aver letto un pizzico di orgoglio nei suoi occhi quella notte, ma è più probabile che l'abbia voluto vedere, ma soprattutto ho visto e appezzato la sua totale accettazione della mia scelta.
I want the good life
But I don't want an easy ride
What I want is to work for it
Feel the blood and sweat on my fingertips
That's what I want for me
But I don't want an easy ride
What I want is to work for it
Feel the blood and sweat on my fingertips
That's what I want for me
Madonna - Easy Ride
Commenti
un sorriso...
esterina
@Patroclo: so benissimo come funziona qui, ma credo sia lo stesso anche lassù. Questo per farti capire che non vivo nella convinzione che lassù sia il Paese delle Meraviglie. So benissimo cosa mi aspetta, ma ho più paura a rimanere qui che a partire ed avere a che fare con tutta una serie di problematiche mai affrontate prima.
Ma no, l'ho tradotta per chi mi legge da lassù!!